Contro il potere

Da quando hanno trasformato i popoli di cittadini in popoli di consumatori, ecco come si può combattere il potere: con la lotta a ciò che vogliono che si consumi.

In breve quella che potrebbe essere una semplice, per quanto dura, via da seguire contro il potere della finanza e del capitalismo plutocratico.

1  Non comprare ciò che non viene prodotto in Italia e in Europa. Hanno abituato la gente ad inseguire il prezzo e non più il rapporto qualità/prezzo. Ciò che viene prodotto all’estero (soprattutto fuori dall’Europa) è quasi sempre di qualità molto bassa, con lavoratori sfruttati (che poi ci ritroviamo immigrati da noi per il welfare che regaliamo a chiunque arrivi) e inquinando l’ambiente che è anche nostro patrimonio. In più ciò che viene prodotto all’estero toglie lavoro ai nostri cittadini, al mercato per le nostre aziende e toglie tasse al nostro Stato.

2  Non diventare succubi delle mode: create appositamente per indirizzare i consumi, per scatenare la necessità del superfluo e per acquistare ciò che per il grande capitale vuol dire maggior margine ( quello che produce all’estero). La moda dovrebbe essere la massima espressione dell’eleganza e dell’innovazione, dove noi italiani siamo sempre stati i migliori. Ora con il dominio dei media e con l’utilizzo di personaggi famosi che sono testimonial ben pagati dal grande capitale, ci riempiono di prodotti finto-ricercati, di bassa qualità e alto valore significativo. Si evitino le grandi catene, che producono solo nel terzo mondo, che usano testimonial conosciuti per vendere la loro merce spesso scadente, che aprono catene standard in tutti i nostri centri storici rovinandoli, che sottopagano il personale, che sfruttano i loro commessi, che eludono sistematicamente il fisco con sedi in paradisi fiscali.

3  Mai schiavi della tecnologia, prodotta appositamente per controllare il popolo che stupidamente in cambio di big data che fornisce 24 h su 24 (foto, movimenti, abitudi, consumi, contatti, dati sanitari, consumi, interessi) riceve ridicoli benefit di cui sono stati resi psicologicamente schiavi ormai fin da piccoli (social, app).

4  Mangiare sano e  vivere in salute, rifiutando ogni genere di cibo industriale, comprando solo prodotti poco raffinati (farine, pasta, pane) e a km zero. Preferendo mangiare meno (i popoli “sviluppati” sono tutti obesi) ma di maggior qualità e noi italiani saremmo i più fortunati in questo. Preferire cibi biologici, carni e pesce nostrani. Bisogna fare una vita sana, combattendo l’inquinamento e tutto ciò che mina la salute e ci obbliga a ricorrere ai farmaci che ci propinano in ogni modo.  Si deve praticare sport salutare e non per moda, all’aria aperta senza alienarsi dal mondo e frequentare polisportive, parchi, piscine e circoli, soprattutto i giovani.

5  Boicottare i mass media e la propaganda: tutti i principali giornali e telegiornali, molti famosi giornalisti e direttori, molti opinion leader, molti artisti conosciuti (soprattutto dai giovani), molti sportivi, molti personaggi che popolano talk show e reality, molti conduttori e opinionisti, molti alti ufficiali e funzionari, molti politici (quasi tutti), molti attori e cantanti rappresentano le famose caste al servizio del potere. Sono gli strumenti di indottrinamento, distrazione, caos morale e propagatori di degrado per disgregare e assoggettare il popolo che viene tenuto nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza. Così che si lasci depredare e impoverire sotto ogni profilo. Meglio trarre la propria informazione in maniera attiva, cercando in internet, parlando con la gente, facendosi una cultura sui testi classici (tanto l’uomo è sempre lo stesso e la storia si ripete). Il cinema, le televisioni, le radio e i giornali, sono dalla loro comparsa enormi strumenti di propaganda del potere, vi presenteranno sempre il mondo che vuole il chi comanda e in maniera più o meno subdola formeranno il vostro sapere e il vostro pensiero. Si indottrinerà il popolo con ciò che al potere conviene, soprattutto i giovani. Spegnere tutto e leggere bei libri, guardare vecchi film e ascoltare vecchie canzoni, anacronistiche rispetto alle ultime volontà del potere e della sua comunicazione. Basta con Hollywood, da sempre strumento del grande capitale e pieno di messaggi terribili per le masse, basta con le serie tv, basta con i talk show, i reality, i telegiornali propagatori di menzogne, con i giornali nelle mani di pochi editori arraffoni. Ma non ci si rende conto che scalette dei telegiornali (tutti) e argomenti dei quotidiani sono tutti uguali? Non si capisce che ricevono ogni giorno un copione da seguire? Anche in maniera transnazionale ovviamente, capita che non basti la spinta nazionale, ma che si incrocino propagande da diversi paesi per aiutarsi.

6  Evitare gli eventi e i programmi di massa: il potere sa bene che per la massa è importante come si veste uno sportivo importante, cosa comunica un cantante famoso, cosa interpreta un attore conosciuto piuttosto che studi, ricerche e professori possono insegnare. Per questo questi personaggi famosi vengono resi ricchi e famosi, portati alla ribalta in ogni modo, così saranno il megafono dei loro voleri. Quando ci arrivano da soli al successo, ogni tanto capita anche questo, li comprano semplicemente o li costringono a diventare servi della propaganda. Ve ne accorgete poichè in occasione di importanti passaggi politici (elezioni e referendum), mode da lanciare, fatti da condannare con il politicamente corretto e campagne di censura da lanciare…si muovono tutti compatti, mai una voce fuori dal coro…  Poi il potere sa benissimo che quando un video musicale lo guardano tanti milioni di persone (anche miliardi a volte), una tournè di concerti viene seguita da enormi masse di persone, un programma televisivo raggiunge certi livelli di audience e certi sportivi diventano eroi per tantissimi tifosi, sono pronti per servire il potere, con le buone (quasi sempre rendendoli ricchi e famosi) o con le cattive maniere (arrivano gli scandali e le carriere diventano piene di ostacoli). Bisogna evitare i grandi fenomeni di massa, sono tutti purtroppo strumenti di propaganda e di messaggi più o meno subliminali. Avrete notato che certi concerti, certe interviste, certe dichiarazioni di questi personaggi molto noti veicolano messaggi molto chiari di propaganda (senza parlare di quando diventano spudoratamente testimonial di prodotti e campagne promozionali).

7  Non spendere denaro per ciò che non  serve e guardare la qualità: serve molto meno di ciò che ci inculcano per vivere bene, anzi meglio. Un bel vestito, una bella moto, un buon telefono, un buon paio di occhiali vanno sempre bene, non abbiamo bisogno di collezionarli, cacciarli via quando ci dicono che sono passati di moda o ci propinano l’ultimo modello come ciò di cui non si possa fare a meno. Bisogna dare priorità alla durata di ciò che si acquista, alla qualità reale e non a quella percepita. Non è buono ciò che è bello, ma ciò che dura e funziona bene. Ecco perchè generalmente gli anziani abbandonano le mode, perchè guardano la vera sostanza di ciò che comprano e usano, si liberano da questa assurda schiavitù (infatti la pubblicità si rivolge poco a loro se non per salute e assistenza)

8  Non rinunciare alla privacy: limite all’uso dei contanti, strumenti di controllo di massa (telefoni e social), servizi bancari imposti (carte di credito e pos nei negozi), controllo delle comunicazioni (telefonate e mail), delle proprie abitudini, dei propri spostamenti (celle telefoniche , telepass). Usate profili falsi, evitate di essere controllati, fate bancomat nella vostra città e non dove vi recate dopo, non passate la vostra tessera sanitaria per comprare sigarette, non usate alcuna sorta di tessere fedeltà e sconti, spegnete i telefoni quando siete raggiungibili diversamente per emergenza (al lavoro, in hotel, in casa), pagate in contanti, non rispondete a sondaggi, non diffondete con leggerezza i vostri dati e i vostri profili. State arricchendo chi vi domina e mettendolo in condizione di agire contro di voi conoscendovi nell’intimità se gli servisse per ricattarvi.

9 L’importanza delle cose belle della vita e non subire i modelli che ci vengono proposti: la famiglia, gli amici, i valori delle tradizioni, le radici, la cura dell’ambiente, la salute, la cura dei figli, la serenità, il lavoro onesto , la soddisfazione per ciò che si impara e si costruisce nel percorso di vita. Questi sono i veri valori della gioia e della felicità. La religione e lo spirito sono una cosa importante, ma quando alcuni testi o alcune parole professate non ci convincono e non rispettano tutti questi principi, bisogna diffidare. Evidentemente questi messaggi (non sono le tavole di Mosè) hanno altri fini (di vantaggi e potere). Bisogna raggiungere una consapevolezza che ci porti a distinguere ciò che è bene da ciò che è male, qualsiasi potente messaggio venga diffuso.

10 Non cedere al lato oscuro, alle facili scorciatoie: Il potere ci vuole deboli, ci tenta con il godimento immediato, con il caos e con l’individualismo più sfrenato. Ogni strumento che produce alienazione, sballo, perversione, sovraeccitazione e degrado morale è il suo favorito. Un cittadino sano, onesto, retto e con saldi principi morali non potrà mai essere un servo del potere, mentre un apolide, un drogato, uno senza valori e senza rispetto per gli altri e per se stesso sarà il servo ideale .  Chi sceglie il lato oscuro della vita avrà rapidi benefici ma rinucerà alla sua libertà e alla vera felicità, chi sceglie la via della natura e della rettitudine, dovrà combattere duramente e solo alla fine ne vedrà il beneficio se resiste. Droga, pornografia, abuso di alcol e farmaci, gioco d’azzardo, speculazione e strozzinaggio, adorazione del dio denaro, liberismo sfrenato, individualismo sono il lato oscuro. Cedere a questi, come stanno facendo la maggior parte delle persone, vuol dire cadere nelle mani del potere, del lato oscuro. Ormai anche alcune religioni stanno cedendo con sacerdoti che hanno preso questa via e che concedono la misericordia a tutti, senza distinzione tra chi agisce bene e chi male, minando buoni valori espressi per migliaia di anni. Il percorso della buona persona che aspira al premio finale, ad un aldilà di merito per ciò che si fa durante la vita viene messo in discussione, minando le basi di una società retta e solidale.

11  La Patria, famiglia e civiltà sopra ogni cosa: chi non ha a cuore e  ben chiaro l’importanza della famiglia, della propria patria e della civiltà che li ha generati nella storia, non potrà avere mai la visione giusta della propria vita e degli obiettivi da raggiungere. Siamo pieni di sabotatori che hanno minato in ogni modo questi valori, che stanno portando i giovani a scappare fregandosene delle loro nazioni che abbandonano senza combattere per salvarle, che pensano che il divorzio e l’eutanasia non siano estremissimi rimedi a cui accedere solo con grande cautela e quando non ci sono altre possibilità, ma che siano una comoda via d’uscita a imprevisti e situazioni sconvenienti. Questi traditori che continuamente minano questi valori di patria e famiglia, di civiltà e cultura millenaria, dovrebbero trovare un muro pronto a respingerli e annientarli, invece trovano menti deboli, corrotte e inconsapevoli pronte ad ascoltarli e lasciarsi convincere all’autodistruzione.

12  Rispetto per gli altri, rispetto per noi, rispetto per le differenze: questo deve essere il concetto dominante. Rispettare se stessi senza svendersi al potere e al degrado, rispettare gli altri permettendo  a loro di vivere con dignità secondo le proprie idee (da non confondersi con il relativismo dilagante). Rispettare le differenze ma con l’idea ben chiara che nessuno dovrà mai attaccare o mettere in pericolo la nostra identità di persone, di popolo, di cultura e di civiltà. Le guerre le hanno sempre generate le elite, il potere, mai nessun popolo si è scagliato contro altri senza stato essere convinto e obbligato a farlo. Non dobbiamo più permettere alla propaganda e al potere di poter decidere autonomamente scagliando i popoli contro altri popoli, di armarsi con armi di distruzione di massa (ordigni nucleari, chimici, batteriologici e ambientali) nemmeno con la scusa della deterrenza. Non dobbiamo permettere alcuna sorta di genocidio, di invasione, di guerra religiosa, di sfruttamento di popoli interi per il beneficio di pochi. I popoli devono essere sovrani e punire chi li sfrutta e li mette gli uni contro gli altri.

13  Contro il globalismo e il mondialismo: il potere transnazionale dominante ci vuole tutti uguali, tutti meticci, tutti individualisti, tutti apolidi, tutti confusi religiosamente, tutti senza tradizioni, tutti senza famiglia e senza patria. Come nomadi in cerca di benessere da depredare, di situazioni di cui approfittarsi, di altri da derubare (del lavoro, dei beni, dello stato sociale). Ecco cos’è il globalismo. Abbattere qualsiasi frontiera  è il motto del globalismo e del Mondialismo, non per evitare ostacoli alla pace e al benessere, ma per favorire il dominio dei potenti. Il potere non finisce mai i motti con cui si presenta, mai in maniera evidente. Liberismo? Non lo vogliono per poter permettere a chiunque di arrivare dove meglio riesce (tanto sanno che pochi ce la faranno), ma per permettere a loro pesci grossi di divorare tutti i piccoli. Nessuna frontiera? certo, per non avere popoli omogenei e consci dei propri diritti e dei propri doveri, senza il controllo delle Istituzioni. Meglio il caos, tutti possono andare dove vogliono, senza identità, senza valori , senza nessun vincolo. Proviamo allora a ragionare all’estremo e vediamo cosa direbbe il potere. Nessun vincolo? Benissimo, allora nessuna proprietà privata, nessuna villa al mare, nessun conto corrente o titoli, nessuna cassetta di sicurezza, senza limiti e senza confini. Ognuno faccia come crede, prenda ciò che gli serve, vediamo se questi ricchissimi potenti sarebbero favorevoli a dividere il loro impero con chi glielo occupa. Oppure vale solo per il popolo che deve dividere con il prossimo?

14  Il “politicamente corretto”, strumento di dominio del pensiero: questa è la nuova religione, la nuova filosofia imperante da combattere in ogni sua manifestazione. Agisce con le stesse leve della timidezza. Se non si è omologati e non si abbandona la verità per una versione confusa che mimetizzi la ragione delle cose, ci si sentirà diversi, inadeguati e non accettati, quindi pronti per la lapidazione pubblica. Questo vuol dire usare il relativismo, l’oscurantismo, il finto perbenismo. Ciò è un classico delle culture aggressive e opportuniste che vivono nella menzogna poichè se ben esercitata può coprire i più terribili crimini. Non è importante che si rispettino i portatori di handicap che sono nostri fratelli meno fortunati e che devono essere aiutati per primi, è più importante chiamarli “diversamente abili” e poi fregarsene di loro. Non è importante che il mondo venga devastato e sfruttato dai grandi poteri economici, ma che si indigni se viene trattato male un panda o una foca. Non è importante che stiamo subendo un’invasione dall’Africa che vuole arraffare tutto ciò che riesce senza faticare per costruirlo nei loro paesi, ma che non li si chiami clandestini (e cosa sono?) ma migranti o richiedenti asilo. Non è importante che ci si difenda dalle rapine nelle proprie case, ma che si stia attenti a non eccedere nell’autodifesa.  Non si può più dire che chi è omosessuale è un deviato dal corso naturale della procreazione e della famiglia (va comunque rispettato e mai emarginato), ma che siamo tutti uguali e che non esistono i generi, che bisogna agevolare la confusione di identità dei giovani, devono trovare da soli un’ispirazione nel sesso fluido. L’elenco sarebbe interminabile, ma la mistificazione di una via, la volontà di non appoggiare mai la maggioranza dei cittadini con il paradosso delle dittature delle minoranze, stanno portando all’annullamento di tutto ciò che è la nostra civiltà millenaria, i nostri valori, la nostra identità, i nostri riferimenti. Il Politicamente corretto è l’anticamera del relativismo più assoluto, dove nulla è certo e quindi nulla va fatto, nulla va deciso, nulla va ostacolato e solo il fato (cioè il potere) deciderà delle sorti del popolo.

15  Combattere la troppa ricchezza e il troppo potere accentrati in poche mani: il potere alimenta solo se stesso e più diventa grande e più spazio toglie alla libertà dei popoli. Il liberismo di stampo anglosassone con radici massoniche ha distrutto nel mondo il concetto di Stato come ordine supremo al servizio del popolo, che lo dovrebbe rappresentare e che ne dovrebbe essere rappresentato. Per spaventare ancor più i popoli del mondo, dominandoli e provocando il loro autolesionismo una volta resi deboli e inconsapevoli, il potere ha fatto conoscere il comunismo come forma terribile di potere che anulla l’individualità della persona. Ciò per spostare il pensiero di massa verso l’agguato finale, chiamato appunto liberismo. Il comunismo ha creato più povertà e morti di qualsiasi altro totalitarismo per spingere il mondo intero verso il liberismo come valore unico e fondante di qualsiasi Stato democratico.  Se si siedono in 10 attorno ad un tavolo, non possiamo permettere che uno da solo mangi per 5 , altri 3 mangino per sopravvivere e 2 muoiano di fame. Invece è quello che succede, ogni anno sempre meno persone possiedono una fetta maggiore della ricchezza mondiale, mentre milioni di persone muoiono di fame. Se il potere non si proteggesse dietro a leggi fatte per loro, ad eserciti e servizi segreti che li proteggono con le armi e la tecnologia, con enormi ricchezze utili per corrompere e dominare ogni ganglo delle Istituzioni, il popolo disperato potrebbe giustamente riprendersi ciò che si sono accaparrati con l’infamia e l’ingiustizia.  Non solo gli è vietato farlo, sono stati resi talmente deboli, rassegnati e inconsapevoli della verità, che hanno timore, rispetto e addirittura ammirazione per chi li sta dissanguando. Bisogna che il popolo insorga e imponga al governo, dopo averne ripreso il controllo, di rispettare la libera iniziativa e la proprietà privata, ma con dei limiti per garantire a tutti di vivere in maniera felice e dignitosa. Con un limite di grandezza che non possa essere mai passato, pena la reclusione forzata per attentato al benessere del popolo e dello stato. Si dovrebbe porre un limite ai privati di possedere max 100 volte la ricchezza media degli altri cittadini. Alle aziende (perchè non arrivino a fare lobbyng e controllare le istituzioni) bisognerebbe imporre di non superare certe soglie di mercato e fatturato. Per grandi progetti non esisterebbe il problema delle piccole dimensioni aziendali, esisterebbero grandi aziende o fondi di Stato (come i fondi Cinesi o Arabi oggi) o la possibilità di consorziarsi tra loro. E’ possibile che ci siano aziende (ben poco trasparenti ) che capitalizzano più del PIL di intere nazioni? Come si fa a non capire che dettano le regole alle Istituzioni e dominano con il loro potere? Ci si rende conto che tante guerre sono perennemente attive per interesse di chi fabbrica armi per miliardi di fatturato e che ha politici corrotti che scatenano conflitti interminabili per aumentare le spese militari? Limitare la ricchezza vuol dire limitare il dominio. La finanzaandrebbe controllata maggiormente visto che rappresenta lo strumento speculativo del potere. Cosa succederebbe se si dicesse che chi vuole scommettere sulle azioni di un’impresa dovrebbe investire nei primi 15 giorni dell’anno e  poi aspettare almeno 12 mesi per poter vendere le proprie azioni? Forse davvero si penserebbe a scommettere sulle imprese e non a speculare.

16  Difendere la Patria e il popolo: ogni cittadino deve sentirsi una parte importante della difesa della propria nazione e del proprio popolo, imparando le tecniche militari in caso di aggressione, conoscendo tutto ciò che può riguardare il pronto soccorso, la protezione civile, la difesa dell’ordine e delle Istituzioni. Tutti i cittadini dovrebbero avere le basi per difendere se stessi, la propria famiglia e la propria nazione dalle calamità, dalle aggressioni e dalle emergenze. Migliorare la consapevolezza, l’addestramento, la capacità di risoluzione dei problemi e delle emergenze rende un popolo più forte e più solidale. Bisogna credere nel volontariato, nel contributo attivo e continuativo per la società in cui si vive e per tutta la durata della parte attiva della vita.

17  Lotta ai privilegi acquisiti e non più sostenibili: non è possibile che chi ha acquisito dei privilegi durante periodi in cui le prospettive erano diverse, li mantenga quando il mondo è cambiato. Non è possibile che ci sia chi è andato in pensione nel passato con 16 anni di lavoro mentre ora se ne chiedono oltre 41. Che ci sia chi prende pensioni e vitalizi fuori da ogni ragione e si dica ai nostri giovani e lavoratori di oggi che potrebbero non vederla nel futuro. Bisogna che tutto sia sempre adeguato e legato a degli indici, se ci sono risultati positivi tutti devono goderne, se sono negativi tutti devono subirli. La pensione dovrebbe essere solo una garanzia di sopravvivenza dignitosa fuori dall’età attiva senza trasformarsi in assurdi privilegi spesso non meritati. Bisogna chiedere con forza l’abolizione di tutti questi privilegi con una pensione minima di almeno il 50% del reddito medio nazionale e una pensione massima (solo se contributiva) pari al 75% del reddito medio nazionale.

18  Qualsiasi trattato deve prevedere una scadenza: non si può pensare che leggi, norme, articoli della Costituzione e Trattati internazionali possano avere durata illimitata. Bisogna prevedere che ogni generazione possa avere l’occasione di decidere della propria permanenza su questo pianeta. Quindi non dovrebbero avere mai durata superiore ai 25 anni tutti i trattati e le adesioni, per poi essere ridiscussi obbligatoriamente dopo la loro scadenza e votati nuovamente dal popolo. Pensiamo ai terribili (e sconosciuti ai più) trattati di Parigi del 1947 che videro l’Italia sottomessa ai nuovi vincitori con l’imposizione di dazi e limitazioni assurdi e altamente penalizzanti, che durano ancora a 70 anni di distanza, quando il popolo italiano potrà liberarsene? Ogni pena deve avere una scadenza. I trattati di Dublino per l’immigrazione, l’adesione all’unione Europea e all’Euro (mai votati dal popolo purtroppo). Il popolo deve sempre avere la possibilità di uscire da questi accordi se lo vuole e, laddove non fosse previsto, dovrebbero perdere automaticamente di legittimità alcuna.

19  La perdita di sovranità della Patria deve essere  sempre impedita sempre: il popolo deve poter scegliere per decisioni importantissime come l’adesione all’Europa unita, all’Euro, alla Nato, le politiche di immigrazione e cittadinanza, l’adesione a trattati rischiosi come il TTIP o il CETA, il fiscal compact, l’abolizione della naja, l’aumento delle tasse,  le privatizzazioni. Le manovre economiche straordinarie DEVONO essere votate dal popolo e se la Costituzione non lo consente è ora di cambiarla. Il popolo deve poter votare con referendum e quorum previsto.

20  Il popolo deve poter partecipare a tutte le cariche, a tutti i bandi pubblici con pari opportunità con il SORTEGGIO: tutti provano ad accaparrasri una posizione di favore a discapito degli altri, creando le caste che passano il potere ai loro parenti, amici e colleghi. Bisogna passare ad un nuovo metodo che non permetta tutto questo: il sorteggio. Tutti i cittadini iscritti alle liste elettorali, non pregiudicati, con i requisiti necessari a ricoprire certe cariche parteciperanno a sorteggi pubblici che assegneranno le cariche per massimo 10 anni di durata massima. Solo così si combatteranno le caste, le assegnazioni pilotate di beni pubblici, concessioni demaniali e concorsi pubblici non trasparenti.