INVASIONE MIGRATORIA: TROVARE DETERRENTI EFFICACI

Non si può pensare che il deterrente per chi entra clandestinamente in una nazione europea e compie delinquere, sempre che sia preso e condannato diverse volte, sia quello di essere solo rimpatriato, magari pagandogli anche un indennizzo di rientro. Ecco perchè il flusso migratorio non si ferma.

Se veramente si volesse dissuadere il terzo mondo dal provare ad invadere l’Europa, l’unico modo sarebbe trovare argomenti di contrasto efficace.

Perchè il problema non deve e non può essere solo sorvegliare le frontiere, ma anche e ancor di più quando sono all’interno dei nostri confini.

Questo non viene fatto al punto che si è dato da pensare fino ad ora che una volta che si approda sulle coste italiane il più sia fatto e che nessuno ti potrà più cacciare, al punto che non solo resterai liberamente sul suolo italiano, ma potrai iniziare ad avanzare dei diritti.

Addirittura più diritti di chi è cittadino italiano, che non viene ospitato e sfamato a spese dello stato e che magari non ha 20 anni e potrebbe tranquillamente lavorare.

Li vedi allora girare liberamente per negozi, stazioni ferroviarie e centri commerciali come se fossero turisti e con capi di abbigliamento nuovi, segno che i soldi in qualche modo li trovano e visto che non lavorano è alquanto probabile che delinquano da subito.

Quindi noi ospitiamo e manteniamo centinaia di migliaia di clandestini, che girano liberamente per il paese e di cui molti delinquono per potersi comperare scarpe e vestiti nuovi. Restano inoltre impuniti se, oltre ai reati, compiono ogni genere di infrazione delle regole, poiché non si sa come punirli, sono in un limbo di intoccabilità. Se usano treni e autobus senza pagare, nel caso peggiore gli viene chiesto gentilmente di scendere alla fermata dopo e lo sanno talmente bene che utilizzano mezzi specifici alle loro necessità. Cioè, se vogliono andare da Firenze a Roma, non usano un Intercity o un regionale che fa più fermate e dove potrebbero essere costretti a scendere alla prima, ma l’alta velocità così verranno obbligati a scendere proprio dove volevano andare e senza alcuna sanzione. Tanto come lo obblighi a pagarla?

Si proverà invece a proporre alcune soluzioni che possano essere efficaci e che però debbano essere portate avanti nonostante tutti i sabotaggi che i globalisti proverebbero a mettere in campo per ostacolarle dicendo le solite cose, che sono soluzioni razziste, fasciste e tutte le falsità che questi sabotatori di nazioni sanno mettere in campo e che andrebbero punite come reati molto gravi.

Detto questo, ecco alcune proposte che potrebbero funzionare come deterrenti:

  • foglio di via illimitato dall’Europa e per sempre: il clandestino che venisse trovato senza permesso e documenti sul territorio europeo, verrà schedato (DNA, impronte e scansione retina) e dopo essere immediatamente rimpatriato, non potrà MAI più rientrare in Europa a nessun titolo, nemmeno se un giorno dovesse diventare presidente della repubblica del suo paese. Quindi avrebbe bruciato il suo accesso ad un continente per sempre. Con degli accordi internazionali si potrebbe estendere questo divieto ad altre aree per aumentare il peso di questo divieto perenne (USA, Australia, Giappone, Sudafrica, Brasile etc). Una condanna a non poter mai più uscire dal proprio paese, nemmeno regolarmente nel futuro.
  • Condanna e obbligo di carcere nel proprio paese: responsabilizzare i paesi di provenienza a tenersi i propri cittadini senza lasciarli (se non spingerli) emigrare e invadere altre nazioni. Verranno rimpatriati e dovranno scontare la pena per immigrazione clandestina nei loro carceri (magari meno morbidi dei nostri) con controllo di nostri ispettori europei. Pena per i paesi non collaborativi, il blocco dei rapporti diplomatici, sanzioni ed embarghi (anche di altri paesi alleati).
  • Carcere nei loro paesi per crimini commessi in Europa: se un clandestino o uno straniero regolare commettono reati in Europa, dovranno essere immediatamente rimpatriati e scontare la pena nei loro carceri con controllo di ispettori europei. Eventuali ricorsi in appello o cassazione, dovranno essere fatti a loro spese e comunque attendendo nel loro paese d’origine, non con permessi di soggiorno dati in attesa di giudizio definitivo (altri anni)
  • Accordi con paesi di provenienza o disposti a riceverli: se trovati sul suolo Europeo, dovranno essere immediatamente incarcerati e non lasciati liberi di andare in giro liberamente, poi espulsi e rimpatriati. Se non si riuscisse a provare la loro nazionalità o non si avessero accordi con i loro paesi di provenienza, dovrebbero essere espulsi in paesi dell’area di provenienza disposti ad accettarli per periodi minimi garantiti dietro a compenso. Come si faceva mandandoli in Australia
  • responsabilizzare le famiglie di provenienza: come uno stato deve essere responsabile dei suoi cittadini, anche le famiglie di provenienza dovrebbero esserlo e impedire ai loro giovani di partire per invadere altre nazioni per poi sperare di raggiungerli o di ricevere aiuti in denaro. Quindi il clandestino che viene trovato sul territorio europeo mette a rischio anche i parenti di 1° grado che non potranno entrare per 10 anni sul suolo europeo anche se regolarmente, a nessun titolo, né chiedere permessi di soggiorno o partecipare a graduatorie. Stessa cosa se hanno regolare permesso di soggiorno ma compiono reati gravi. Quindi quando si agisce male, le conseguenze negative di comportamenti sbagliati si ripercuotono anche sui parenti stretti giudicati comunque complici.
  • Campi di lavoro forzato: in alternativa, per reati gravi (da immigrati regolari o meno) se il rimpatrio nei loro paesi non fosse possibile o non si avesse certezza che possano scontare la pena totalmente a casa loro, si dovrebbe procedere a incarcerarli in zone molto sicure in Europa e obbligarli a lavorare gratis per produrre beni. (potrebbero diventare una risorsa contro la concorrenza dei mercati a basso costo di manodopera di altri paesi come la Cina). Non è una forma di schiavitù, nel senso che nessuno li ha obbligati a compiere gravi reati e quindi è stata una loro scelta essere messi in questa condizione.
  • Selezione accurata e obbligatoria per l’assegnazione dei permessi di soggiorno: ci devono essere graduatorie per fare entrare i migliori possibili in base al loro curriculum, allo stato di salute (non possiamo importare gente da curare a nostre spese), alle lingue parlate, alle religioni praticate e alla cultura di provenienza (il più affini possibili a quelle del paese ospitante).
  • Coperture sanitarie ed esami di integrazione: il cittadino straniero in Europa dovrà munirsi di assicurazione medico sanitaria privata (verrà infatti garantito solo il servizio di pronto soccorso), dovrà frequentare corsi di lingua a pagamento e un corso di conoscenza delle regole e leggi civiche vigenti in Europa, con esame finale. Tutto questo entro i primi 6 mesi, pena il rimpatrio e il dover superare gli esami prima di poter accedere nuovamente.
  • Diritti per parenti: si potrà chiedere il ricongiungimento di solo moglie e figli, solo dopo 5 anni di permesso di lavoro continuativo regolare e senza aver commesso alcun reato. Questi avranno un permesso di soggiorno di pari durata e dovranno sottostare alle stesse regole, copertura sanitaria privata e corso con esame di integrazione sopra i 10 anni. Scuole e servizi con ticket e nessuna esenzione completa. Non potranno partecipare ad alcun contributo per famiglie o rientrare in graduatorie di alcun tipo. Chi entra in Europa deve potersi mantenere da solo se non è cittadino. Nessuna cura o pensione per anziani stranieri non lavoratori che possono entrare con permessi turistici e assicurazione medica per l’intero periodo.
  • Comunicazione nei loro paesi: Nei paesi di maggior afflusso di stranieri e clandestini si dovranno investire fondi per la comunicazione di queste regole in maniera massiccia per prevenire la partenza di disperati che potrebbero ignorare ciò che troveranno dopo aver speso denaro e rischiato la vita.
  • Centro europeo del volontariato : bisognerà agevolare chi avesse voglia di donare denaro e beni o partecipare attivamente a progetti di volontariato all’estero. Molti Europei globalisti pensano di fare volontariato permettendo agli stranieri di invadere la propria nazione a spese anche dei connazionali che non lo vogliono (non tutti vogliono suicidarsi). Se veramente sono animati da volontà di compiere buone azioni lo potranno dimostrare partendo per missioni di volontariato all’estero o donando parte dei loro beni.
  • Istituzione di uffici di controllo nei paesi di provenienza: le ambasciate europee presenti nei paesi di provenienza dei flussi maggiori di stranieri dovranno compiere sul territorio azioni di informazione, prevenzione e controllo.
  • HUB di rimpatrio e detenzione: i Centri di espulsione e identificazione costano cari e sono difficili da gestire sul territorio europeo, per cui il clandestino trovato sul territorio europeo dovrà essere immediatamente spostato in grandi hub in cui confluiranno da tutti i paesi europei per poi da lì essere rimpatriati. Questi HUB potrebbero essere posizionati in nazioni che collaborino, non in situazione di guerra e ben ricompensate. Offriranno cos tanto lavoro nei servizi agli Hub per i suoi abitanti. Ad esempio potrebbe esserci un HUB per il nordafrica in Tunisia o Egitto (per rimpatrio e ridistribuzione dei magrebini), un HUB in Niger per gli altri provenienti dal resto dell’Africa, un HUB in Pakistan per asiatici, un HUB in Venezuela o Colombia per sudamericani. Stessa lingua, stessa religione, stesse abitudini, costi di detenzione ridotti a meno di un decimo. Oggi tenerli nelle nostre carceri ci costa come un hotel a 5 stelle, meglio delocalizzare anche la detenzione. Potrebbe essere un’idea anche per i carcerati con cittadinanza europea da far ospitare in grandi carceri in Romania o Albania, ci costerebbero un decimo.

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