TUTTI UGUALI PER IL PENSIERO UNICO

E’ stato dimostrato dall’Epigenetica, i cui interessanti studi vengono nascosti dai mass media, che siamo diversi non solo nel DNA stesso, ma anche da come viene singolarmente letto.

A volte utilizziamo luoghi comuni più o meno azzeccati per descrivere le caratteristiche di alcuni popoli, alcune etnie, alcune razze.

Poi se davvero approfondiamo tutto questo ci accorgiamo che fa parte della meraviglia umana questa varietà, quaesta moltitudine di differenze tramandate nei secoli e nei millenni e che sono eredità di condizionamenti culturali, ambientali e naturali.

Ma il pensiero unico dominante, quello imposto dalla dittatura che comanda il nostro mondo e che ci vuole sempre più mescolati senza identità, senza tradizioni, senza radicie  e senza differenze, non può accettarlo, anzi lo combatte in ogni modo.

Allora, se si sfugge a questo terribile pensiero dominante che annichilisce ogni caratteristica individuale verso il mito dell’uguale a tutti i costi, spacciato come conquista di modernità al prezzo di  tutti ugualmente servi del potere conomico-finanziario e politico di conseguenza, possiamo iniziare a capire tante cose.

Non siamo per niente tutti uguali, anzi siamo davvero diversi e questo sarebbe meraviglioso se non ci venisse negato.

Allora si capisce perchè gli americani, noto popolo mescolato e senza identità comune,  vedono noi italiani con quei pochi stereotipi con cui riescono a comprenderci, non è solo una questione di ignoranza. Lo si capisce perchè anche i più colti tra loro, magari anche dopo anni di vita passati in Italia e in Europa, continuano a comportarsi come americani quando escono dalla loro fase di controllo.

Stessa cosa ovviamente accade per noi italiani quando siamo in America o per tutte le etnie/razze che vediamo arrivare in Italia negli ultimi anni.

Ci vengono a raccontare che basta nascere in Italia e fare qualche anno di scuola per essere italiano, ma come si fa a credere a tali bugie talmente assurde da rasentare il demenziale se non il grottesco? E poi perchè si dovrebbero sentire italiani? Forse perchè una cittadinanza da dei diritti e dei vantaggi?

Come se un Italiano che nasce in Namibia da genitori italiani, che va a scuola qualche anno in una scuola locale, ma che in famiglia parla e vive da italiano e tende ovviamente a  frequentare gli altri italiani presenti in quella stessa località, si sentisse Namibiano e non Italiano…Ci vogliono dei pazzi a credere tutto ciò.

Ma se iniziamo a togliere delle persone fin da giovani dal loro territorio, li allontaniamo dalla loro famiglia e dalla terra di origine per arrivare con barconi da noi, li mescoliamo tra gente di tante razze e tribù, con solo una linguain comune pseudoinglese-globish, gli offriamo da ascoltare con i telefoni che ormai fungono da pc e tv i video musicali di personaggi globalozzanti senza identità, finiscono poi per incrociarsi con persone di altro sesso e religione trovate nei paesi dove approdano, saranno forse nuovi italiani questi o semplicemente degli apolidi?

Infatti, si mira ad un mondo di apolidi, senza etnia di riefrimento, senza tradizioni, senza identità, che vivono solo come la globalizzazione gli insegna.

I loro figli saranno ancor più sradicati di loro, fino ad arrivare all’annullamento totale di ogni collegamento con tutta la propria storia e origini, il proprio popolo, la propria cultura, che ripeto hanno tutte pari dignità.

Abbiamo l’esempio dagli afroamericani che da sradicati dalle loro terre, dopo diverse generazioni, non sono altro che semplici consumatori globalizzati, completamente annientati come popolo. Si può notare che altre comunità sono riuscite negli USA a mantenere un pò più vivi i loro legami con la cultura d’origine, come ad esempio gli italiani, gli irlandesi, i cinesi.

Ma è solo questione di tempo e col lavaggio del cervello che subiscono in ogni modo, si mescoleranno sempre più e avremo solo piccolissimi tratti che ricorderanno il paese di provenienza dei propri avi e saranno sempre più delle discendenze ibride senza alcuna appartenenza specifica.

Questo è un classico della cultura anglosassone-sionista che ai vertici tende alla razza pura (tranne rare eccezioni), ma sotto vuole ad ogni costo dominare su popoli completamente annullati e meticci.

Infatti sempre più vediamo africani ormai irriconoscibili come tali a partire da Obama, passando per Hamilton fino ad arrivare alla futura moglie del principe Henry d’Inghilterra, con un perfetto piano di marketing sociale. Il diretto discendente alla corona, William perfettamente inglese, con moglie bianca inglese e figli inglesi puri. Invece Henry, di già dubbia provenienza (visto che sembra non sia figlio di Carlo), poteva benissimo ormai essere sacrificato ad un meraviglioso piano di marketing imperiale e dare un parente colorato da mostrare ai sudditi come modernità della corona britannica, al passo con la globalizzazione (dei sudditi).

Capiamo allora perchè quando gli americani in qualsiasi forma facciano riferimento all’Italia e all’Europa debbano usare sempre gli stessi banali riferimenti per identificarci, non possono andare oltre. Per loro noi italiani siamo la pizza, il Colosseo (Roma è già troppo), la torre di Pisa, gli spaghetti, il pizzaiolo Luigi con i baffi da Mario Bross e il film il Padrino quando ci guardano sul tema folkloristico, quando arrivano al massimo delle loro facoltà più elevate, capiscono anche che siamo la Ferrari, Dolce e Gabbana e l’opera a teatro. Basta, non possiamo chiedere assolutamente di più, non ce la possono fare. Ma questo vale per tantissimi altri popoli, solo tra noi Europei e i Giapponesi possiamo andare oltre quando incontriamo altre culture millenarie.

Ma stessa cosa vale per noi, che al contrario crediamo quello che il cinema e la tv ci ha dato da credere in tutti questi anni.

Credo che il limite più grande degli italiani e di altri popoli europei sia quello di pensare che gli altri nel mondo usino la nostra stessa logica, abbiano culture simili alla nostra. Questo è davvero il limite più grande che rischia di portarci all’estinzione. Non riusciamo a credere che la stragrande maggioranza del mondo sia incredibilmente diversa da noi e che questo ci giocherà terribilmente contro perchè le altre culture e subculture sono molto più aggressive ed efficaci in questo mondo competititvo volutamente senza ostacoli e barriere.

I Romani lo avevano capito bene e sapevano che l’apertura verso altre culture doveva avere dei limiti e che non eravamo affatto tutti uguali. Quindi chi è come me, bene, gli altri fuori dalle mura o schiavi, nessuna comprensione. E così si fece l’impero.

Chi sa bene questo e addirittura l’ha generato e continua a fomentarlo, guadagna su questo caos che vede interi paesi crescere a discapito di altri che invece cedono il posto (il lavoro e il benessere). Chi comanda è come se fosse un broker che guadagna sullo spostamento di ricchezza e lavoro da un’0area ad un ‘altra e nel mentre molto di questo guadagno rimane proprio nelle loro mani.

I loro servi obbedienti e spesso mantenuti, sono passati da essere semplici favoreggiatori di questo globalismo a veri e propri collaborazionisti dell’invasione che stiamo subendo in Italia e in Europa. Tutti quelli che vogliono che siamo sempre meno Italiani e sempre più popolo globalizzato sono i collaborazionisti che stanno contribuendo alla scomparsa del popolo italiano e dei popoli europei. Lo hanno già fatto in altri tempi e in altri luoghi, non è una novità, basti pensare ai pellirossa, agli indios dell’america centro meridionale. E come hanno fatto? sempre nello stesso modo, come stanno facendo con noi.

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