GLOBALISMO -Tutti uguali e tutti schiavi

Pantaloni abbassati per esibire la propria indecenza (come se fosse voluta e non inevitabile spesso), scarpe rigorosamente sportive di gomma e americane, cappellino da sole mal assortito, giacche e maglie fuori taglia e con messaggi global di ogni tipo, come se si dovesse comunicare qualcosa di spiritual sociale, pantaloni lacerati come se fossero reduci della guerriglia urbana, della giungla metropolitana, tatuaggi esibiti in quantità senza pensare a cosa si iniettano nel corpo e che solo i bambini si scarabocchiano il corpo se gli lasci dei colori tra le mani da infanti.

Orecchini, anelle al naso tribali, lobi devastati come le tribù africane facevano inserendovi dischi e ossa, buchi sparsi su tutto il corpo dove inserire piercing , borchie e ogni tipo di bigiotteria.

Anelli, bracciali, capelli colorati, codini rasta di capelli annodati e inestricabili nella loro sporcizia

Telefono nella tasca dei pantaloni e lungo filo auricolare che porta a cuffie che indossate alienano dal mondo, fuggono dalla realtà del loro vivere.

Un linguaggio pieno di insulti, bestemmie, parole degradate e degradanti proferite senza alcun minimo gusto.

Nessuna capacità di adeguarsi alle situazioni, sempre in contatto con il telefono che li indottrina su come diventare sempre più schiavi, con esempi assurdi che provengono da tutto il mondo che deve tenerli continuamente sovraeccitati, sovraccarichi. e loro regalano senza tregua i lo o d ati,lelor otracce, le loro idde, i loro contatti e abitudini a chi li sta controllando e annichilendo.

Pornografia, droga, alcol, violenza, irresponsabilità, nessun rispetto per nessuna istituzione, nessun amore per la Patria, anarchia costante.

Un bambino di 10 anni ha spesso tra le mani uno smartphone (perchè ti fotte con intelligenza) con cui può collegarsi e vedere ogni porcheria e assurdità, rovinandosi la vita per sempre.

Conoscenza sommaria di un inglese parlato sempre più gòobish e meno inglese, che deve servire per capire tutto lo schifo che gli arriva da ogni angolo e perdere ogni tradizione, ogni identità di popolo.

Si ascolta ormai solo musica elettronica, nessuno suona più ormai, rumori ripetuti che eccitano, che stimolano che non dicono e non portano nessun messaggio se non un’evoluzione di suoni tribali che avevano il compito di portare ad uno stato di trance.

Personaggi seguiti sui social, rapper (servi e strumenti del potere) che danno segnali di anarchia e protesta contro tutto e senza senso (poi vivono da milionari con le loro paghe di rovinapopoli), di gente che rischia la vita e la salute facendosi del male e alimentando l’eccitazione, di uomini e donne che praticano solo il culto del consumismo, dello strafregarsene degli altri, del mito dell’approfuittarsene e dell’individualismo.

Basta seguire questi bassi istinti, questa facile e involuta bassezza morale e si può essere in poco tempo dei giovani cittadini del mondo.

Ecco perchè questi africani che arrivano con i barconi dopo pochi giorni li vedete in giro per le città già perfettamente inseriti tra i loro coetani, sono tutti addestrati nello stesso modo e ci vuole poco ad essere dei global, tutti uguali e tutti servi di chi ci guadagna a produrre generazioni di nomadi e zingari di città.

Una volta alcuni aderivano a mode e movimenti di pensiero tra i giovani, c’erano i punk, i dark, i rocker, gli skin heads. Ognuno di loro seguiva certi generi musicali, certe mode, certi stili, ma tutti avevano comunque il riferimento del loro popolo, della loro nazione, della loro famiglia. Tutti in qualsiasi momento potevano essere buoni cittadini, buoni genitori, buoni lavoratori.

Questi no, questi hanno perso la scommessa da subito con il lato oscuro e sono diventati da subito servi dell’Impero, magari il linguaggio global di Star wars può aiutare a capire.

Ma che sacrifici, che famiglia, che lavoro, che Patria, che tradizioni. Vogliono solo godere, pensare all’oggi, a fottere l’altro e anche se stessi, fa niente.

Non importa nemmeno più di fottere con un motivo, si mescolano, non importano più le razze, i generi, non importa più nulla, solo godere fisicamente e con la testa sotto la sabbia.

Scappare, scappare da tutto con quest’aria superiore di chi si ribella, mentre invece non sono mai stati così schiavi e omologati.

In altri paesi, sono ugualmente schiavi e omologati, ma intruppati con metodo per vincere le sfide del futuro e se li mangeranno. Fanno bene questi nostri giovani a vivere come se abitassero i bassifondi degradati del Bronx o di Blade runner…è il loro presente, è il loro futuro.

Complimenti, benvenuti all’inferno che vi siete voluti. In questo degrado completo non esiste frase che possa elevarsi più di questa….Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

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