il lavoro degli stranieri in Italia

Sarà  vero che gli italiani certi lavori non li vogliono più fare?

Probabilmente sì, ma non c’è nulla di sbagliato a pensare che un popolo voglia nel tempo fare meno fatica e possibilmente guadagnare di più.

E’ la stessa cosa che avviene in tutti i paesi moderni e civili oltre al nostro (che poco lo è di entrambi).

Quindi cosa si dovrebbe fare? Bisognerebbe migliorare le condizioni di lavoro in modo che i mestieri possano essere portati avanti anche dai cittadini di quel paese dignitosamente senza bisogno di prendere degli stranieri che accettino delle condizioni  sfvorevoli in cambio di vantaggi che nel loro paese non avrebbero mai. Negli USA, un operaio edile è una persona che guadagna bene, che lavora in sicurezza, che viene fornito di ogni tipo di abbigliamento ed attrezzatura moderna e di sicurezza e che quindi non si sente uno schiavo o un lavoratore che vive nella feccia.

In Italia invece non si tutela la qualità del lavoro e si spinge così gli italiani a non voler più fare i lavori più umili che non si sono evoluti con la modernità, per far arrivare così stranieri dal terzo mondo disposti a farli nelle peggiori condizioni. Si ottengono così diversi effetti che hanno tutti lo stesso scopo, far diventare l’Italia un paese del terzo mondo per soggiogarlo e depredarlo definitivamente.

Così si innesca un circolo vizioso dei peggiori, avendo ragazzi italiani che non svolgono certi mestieri e restano disoccupati o fuggono all’estero, aziende che hanno ormai margini talmente bassi per colpa della tassazione assurda che si ritrovano costrette a prendere lavoratori stranieri e sfruttarli, stranieri che accettano queste condizioni pur di approdare al nostro welfare per loro e famiglia che di colpo non solo li manterremo noi tutti con le nostre tasse che loro non pagheranno perchè stazioneranno nella fasce più basse. Di qui anche la loro opportunità di entrare nelle prime posizioni per le case popolari, per non pagare la sanità, la scuola etc etc.  Quindi aziende che non guadagnano e che pian piano chiudono, lavoratori italiani disoccupati (magari anche questi con assegno di disoccupazione), lavoratori stranieri sfruttati sul lavoro, ma privilegiati nell’utilizzo del welfare a spese del popolo italiano (non loro visto che di tasse non ne pagano).

Poi i soliti media di regime ci raccontano che danno un grande impulso al PIL nazionale e ci mantengono tutti… Ci costano almeno il doppio di quanto producono, tra assegni famigliari e detrazioni non versano quasi nulla all’INPS in contributi.

Questo per quanto riguarda i lavoratori regolari, assunti dalle aziende e preferiti dalle cooperative (che hanno l’ordine di privilegiarli rispetto ai lavoratori italiani).

Poi esiste un esercito sterminato e fuori controllo di altre 2 categorie, diversamente pericolose per la nostra nazione oltre a quella dei lavoratori dipendenti sopradescritti.

I lavoratori autonomi o meglio chiamati imprenditori. Intanto non si capisce perchè non li si costringa ad aaprire solo con un garante italiano come avviene in tanti paesi del mondo, dove se vuoi aprire un’attività deve esserci un referente di quel luogo intestatario delle licenze.

Da noi ovviamente no e lo si vede perfettamente: siamo letteralmente invasi da ristoratori di varie etnie (ovviamente solo ed esclusivamente dal terzo mondo più povero e arretrato), da market generici di paccottaglia cinese (spesso tossica o che non rispetta alcuno standard europeo), parrucchieri cinesi, massagi (bordelli camuffati) cinesi, kebap arabi, macellerie e negozi islamici, alimentari gestiti prevalentemente da africani o Bangladesh,  Magazzini all’ingrosso di vestiario cinesi, banchi ambulanti nei mercati di arabi o Pakistani.

Bene, ognuna di queste attività, per la stragrandissima maggioranza, sono un danno enorme per il nostro Paese, visto che in diversi modi distruggono la nostra economia e la nostra civiltà, ma come?

Ecco brevemente, tutto facilmente constatabile con i dati statistici raccolti da qualsiasi ente:

  • non pagano tasse, scontrinano meno della soglia minima che obbliga alla dichiarazione dei redditi o portano sempre contabilità dove non esistono utili
  • permettono loro di diventare “spacciatori di permessi di soggiorno”, con queste attività sempre vuote possono assumere quanti altri stranieri vogliono, garantendo loro e alle loro famiglie inl solito welfare gratuito
  • fanno concorrenza sleale verso le attività italiane, non rispettando turni , proponendo merci di bassa qualità a prezzi bassissimi, si approfittano della crisi che sta colpendo i cittadini italiani che si ritrovano costretti a cedere ai prodotti di bassissima qualità importati dal terzo mondo
  • non rispettano le normative ed hanno una percentuale altissima di infrazioni quando vengono controllati dagli enti preposti
  • Si approfittano (grazie a sindacati ed associazioni di categoria complici e affamati di commissioni) di ogni bando pubblico dove spesso riescono ad accaparrarsi risorse che erano destinate ai giovani italiani
  • Si rendono introvabili dopo brevi periodi e chiudono di colpo senza pagare nessuno, affitti, tasse, utenze.
  • Nel caso dei laboratori o grossisti cinesi, importano capi d’abbigliamento cinese, gli danno un nome italiano, li modificano leggermente mettendo etichette e bottoni e lo rispediscono in Cina, quindi si accaparrano anche buona parte del traffico che le statistiche indicherebbe come made in Italy che viene venduto all’estero e che arricchirebbe noi italiani…i cinesi in Italia sarebbe meglio dire.
  • Molti negozietti come gli alimentari dei Bangladesh puliscono soldi per la criminalità organizzata, molte slot machine nei bar cinesi creano un giro di denaro in nero, molti centri massaggi sono dei veri e propri bordelli che operano alla luce del sole.
  • Non stiamo nemmeno a parlare della qualità del cibo (importato dall’estero) che offrono nlle loro attività e di quanto vengano enormemente sanzionati per mancato rispetto di norme igieniche quando ricevono purtroppo rari controlli delle USl o dei NAS.

Infine abbiamo l’abisivismo che ovviamente dilaga tra gli stranieri presenti in Italia, con lavori di ogni tipo svolti in nero, con accattonaggio, con vendita di generi di ogni tipo senza licenze, con venditori abusivi di merce contraffatta gestiti dalla criminalità organizzata, con la quasi esclusiva dello spaccio di droga su tutto il territorio nazionale.

Tutti questi personaggi che sono un vero disastro per la nostra economia, la nostra civiltà, la nostra sicurezza e il futuro dellla nostra nazione, una volta presenti sul

nostro territorio, vengono poi curati gratuitamente se ne hanno bisogno, sfamati e alloggiati se si rivolgono alle varie associazioni che fanno volontariato

con i nostri soldi (ricevono denaro stanziato dai vari ministeri) e magari trovano anche chi è stato cresciuto nel mondialismo pieno e se li sposa.

Ovvio che quelli che non hanno un’attività fissa, regolare o irregolare che sia, possono tranquillamente dedicarsi a delinquere in ogni modo,

a commettere nei casi migliori atti di degrado un tempo sconosciuti (d’altronde basta vedere come vivono nei loro paesi di provenienza).

Quindi il progetto di sabotaggio nazionale condotto dai nostri politici dei vari schieramenti, ha trovato nell’invasione del terzo mondo in Italia e in Europa uno strumento formidabile di rapida decadenza che permetta non solo il caos in cui potranno continuare a comandare e rubare, ma un impoverimento  tale della nazione e del popolo italiano che consentiranno di rastrellare beni pubblici per un tozzo di pane (immobili e aziende) e lo stesso con i privati.

Una vera sostituzione di popoli per continuare a dominare e saccheggiare uno dei popoli e delle nazioni più ricche del mondo, senza alcun tipo di resistenza.

E c’è chi li chiama risorse questi invasori, in effetti lo sono, per chi ci vuole morti di fame e spogliati di tutto. Saprete così cosa vogliono quando ci parlano di accoglienza, di multiculura e di italiani del futuro.  La sinistra italiana e i 5 stelle  (partito anarcoide di sinistra), hanno questo compito come principale, l’invasione del nostro Paese e la sostituzione del popolo italiano con quello straniero.

Lascia un commento